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Friday 29 November 2019 — Friday 24 January 2020

Musica! Musica! Musica! Una mostra di Raissa Pardini

Musica! Musica! Musica! When design listens è la prima mostra di Raissa Pardini. Appena smontata dal The Social di Londra, arriva a Milano dal 29 novembre al 24 gennaio.

Raissa Pardini © 2021 Matteo Girola

Inaugurazione con una presentazione di Raissa Pardini

Raissa Pardini (1988) è una visual designer specializzata in tipografia digitale. Negli ultimi anni ha lavorato per band, etichette e club di musica indipendente tra Milano, Berlino, Londra e Glasgow, mescolando colori fotonici, dettagli tipografici e pattern retrò.

Dopo la laurea a Milano si trasferisce a Berlino e poi a Londra dove rimarrà per 7 anni, collaborando con diversi studi e agenzie. Nel 2018 lascia la capitale inglese per trasferirsi a Glasgow dove apre il suo studio e vive tutt’ora.

raissapardini.com

Lunga vita al rock’n’roll

Testo di Emanuele Bonetti editing di Caterina Vodret

Il 29 settembre 2019 la produzione di Mogol e Battisti arriva finalmente su Spotify. Negli stessi giorni il colosso svedese pubblica il consueto report trimestrale in cui comunica che il numero degli utenti attivi ha quasi raggiunto il tetto dei 250 milioni. Poco meno della metà di questi sono utenti premium. Un terzo in più rispetto alla stessa rilevazione di un anno fa.

Ogni giorno 250 milioni di utenti, per lo più giovani e giovanissimi, accedono alla loro musica preferita tappando su quella manciata di pixel che riproduce la copertina dell’album. I principali distributori consigliano di inserire in grande il nome dell’album e dell’artista e di evitare di aggiungere altri testi che potrebbero essere fuorvianti per gli utenti e per la piattaforma.

La musica a pochi mesi dal 2020 è tanto distante dall’idea di rito collettivo degli anni ’70 quanto dalla roulette di video musicali su MTV degli anni ’90. Somiglia più a un grande database, organizzato meticolosamente, costantemente accessibile nell’intimità dell’isolamento dell’ultimo modello di cuffie insonorizzate. Un organismo senziente in grado di capire, interpretare e guidare i nostri gusti.

È in questo contesto che si manifesta, in aperta contraddizione, il lavoro di Raissa Pardini. Nata in Italia alla fine degli anni ’80, ha fatto in tempo ad assistere alla successione di musicassette e cd, alla rivoluzione del download pirata, al ritorno del vinile e al trionfo delle piattaforme di streaming. Dalla Toscana si trasferisce a Milano e dopo la laurea a Berlino e poi a Londra dove rimarrà per 7 anni. Nel 2018 lascia la capitale inglese per trasferirsi a Glasgow dove apre il suo studio e vive tutt’ora. A dispetto delle sue origini l’estetica di Raissa è inevitabilmente influenzata dalle due capitali europee, dalle loro strade e dai loro locali, dalla loro scena musicale underground, dalla loro grafica diretta e a tratti brutale.

Rock ‘n’ roll nel senso più vero del termine, i poster di Raissa raccontano un modo di intendere e vivere la musica che nel nostro paese – in questo particolare momento storico – sembriamo esserci dimenticati. A guardarli bene sembra di sentire il fischio degli amplificatori e l’odore della birra versata per terra. Il primo grande valore del lavoro di Raissa è proprio nel riuscire a visualizzare in modo chiaro l’identità delle diverse band con cui ha lavorato, materializzando le atmosfere, con un approccio unico e inconfondibile, senza lasciare che il suo stile e la sua personalità sovrastino l’urgenza di raccontare la musica dei diversi artisti. Il design si mette in ascolto e la musica riesce a raccontarsi in modo più intimo, nei dettagli e negli aneddoti dei tour e dei backstage, tralasciando l’invadenza degli spazi pubblicitari.

Il confronto con il lavoro di Raissa è ipnotico, costantemente in equilibrio tra la leggerezza di un approccio che a uno sguardo disattento potrebbe sembrare fin troppo naive e la precisione di una ricerca tipografica minuziosa e personalissima. Un linguaggio che riesce a essere fresco e contemporaneo senza cedere alla facile tentazione delle mode, che reinterpreta l’Art Noveau – in linea con la migliore tradizione psichedelica – e la unisce con l’attitudine punk del DIY, con alcune suggestioni pop, con i colori accesi della stampa in Risograph. Il nuovo incontra il vecchio e i due si piacciono. Jamie Reid ha appena inviato una richiesta d’amicizia a Milton Glaser.

È quasi impossibile collocare nel tempo il lavoro di Raissa, in grado com’è di reinterpretare i canoni tradizionali per proiettarli verso il futuro, ma è così semplice collocarli nello spazio, all’interno dei club delle più grandi città d’Europa dove stanno ancora suonando forte.

Compra il catalogo: https://parco.gallery/product/lunga-vita-al-rocknroll/

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A proposito di Raissa Pardini

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